Calcolo NASPI 2026: quanto mi spetta di disoccupazione
Calcolo NASPI 2026: quanto mi spetta di disoccupazione
La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego) è l'indennità di disoccupazione riconosciuta ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro. Capire come viene calcolata, quanto dura e a cosa si ha diritto è essenziale per chiunque si trovi a dover gestire un periodo di disoccupazione.
Chi ha diritto alla NASPI
Possono richiedere la NASPI i lavoratori dipendenti che:
- Hanno perso il lavoro involontariamente (licenziamento, scadenza di contratto a termine, risoluzione consensuale a seguito di conciliazione presso l'ITL, dimissioni per giusta causa)
- Hanno almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni
- Hanno lavorato almeno 30 giorni nell'ultimo anno solare
Non possono accedere alla NASPI i lavoratori che si dimettono volontariamente (tranne nei casi di dimissioni per giusta causa o con figli fino a 3 anni), i collaboratori autonomi e chi è già in pensione.
Come si calcola l'importo NASPI 2026
Il calcolo della NASPI si basa sulla retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi 4 anni, divisa per il numero totale di settimane di contribuzione moltiplicate per 4,33.
Formula base:
Retribuzione media mensile = (Totale imponibile previdenziale ultimi 4 anni) ÷ (Settimane contributive × 4,33)
Una volta ottenuta la retribuzione media mensile, l'indennità viene calcolata come:
- 75% della retribuzione media, se questa è pari o inferiore alla soglia di riferimento INPS (aggiornata annualmente con gli indici ISTAT — circa 1.425 € per il 2026)
- 75% della soglia + 25% della differenza tra la retribuzione media e la soglia, se la retribuzione media è superiore alla soglia
Tetto massimo NASPI 2026: l'importo mensile non può superare circa 1.550 € (il tetto viene aggiornato ogni anno). Per il 2025 il massimale era di 1.550,42 €; per il 2026 verrà adeguato con gli indici ISTAT di fine 2025.
La riduzione progressiva del 3%
Attenzione: a partire dal quinto mese di fruizione, la NASPI si riduce del 3% ogni mese. Questo significa che chi percepisce l'indennità per un anno la vedrà diminuire progressivamente nella seconda metà del periodo.
Esempio pratico:
- Mese 1-4: 1.200 € al mese
- Mese 5: 1.200 € − 3% = 1.164 €
- Mese 6: 1.164 € − 3% = 1.129 €
- E così via...
Durata della NASPI
La durata è pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni. Il massimo è di 24 mesi (per chi ha almeno 4 anni di contributi nell'ultimo quadriennio).
Esempio: se hai 200 settimane di contributi negli ultimi 4 anni, avrai diritto a 100 settimane ÷ 2 = circa 23 mesi di NASPI.
Come richiedere la NASPI
La domanda va presentata all'INPS entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro (o dalla fine del periodo di maternità/malattia che si sovrappone alla perdita del lavoro). Il termine è perentorio: presentare la domanda in ritardo comporta la perdita dei giorni precedenti la presentazione.
La domanda si presenta:
- Online sul sito INPS con SPID/CIE
- Tramite un CAF o un patronato
- Tramite un professionista abilitato
Compatibilità con il lavoro
La NASPI è compatibile con alcuni tipi di attività lavorativa, ma con regole precise:
- Lavoro dipendente con reddito annuo inferiore a 8.000 €: la NASPI non decade ma viene ridotta in proporzione alle giornate lavorate
- Lavoro autonomo con reddito presunto inferiore al reddito minimo escluso da imposizione: la NASPI si riduce del 20% ma non viene sospesa; il lavoratore deve comunicare all'INPS il reddito presunto entro 30 giorni dall'inizio dell'attività
- Lavoro autonomo con reddito superiore: la NASPI decade
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Il calcolo esatto della NASPI dipende dalla tua storia contributiva specifica e può essere complesso da eseguire in autonomia. Il servizio Calcolo NASPI di LavoroInChiaro ti permette di ottenere una simulazione personalizzata basata sui tuoi dati, con indicazione dell'importo stimato, della durata e delle scadenze per la presentazione della domanda.
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Domande frequenti
Posso ricevere la NASPI se mi sono dimesso? In generale no, salvo dimissioni per giusta causa (mancato pagamento dello stipendio, mobbing documentato, modifica peggiorativa delle condizioni di lavoro) o dimissioni durante il congedo parentale (con figlio fino a 3 anni).
La NASPI è tassata? Sì, la NASPI è un reddito imponibile IRPEF. L'INPS effettua una ritenuta fiscale d'acconto durante l'erogazione; in sede di dichiarazione dei redditi si effettua il conguaglio.
Posso cumulare NASPI e pensione? No: chi percepisce una pensione diretta non ha diritto alla NASPI.
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