Congedo di maternità 2026: durata, indennità e come richiederlo
Congedo di maternità 2026: durata, indennità e come richiederlo
Il congedo di maternità è uno degli strumenti di tutela più importanti per le lavoratrici italiane. Conoscerne le regole — quando inizia, quanto dura, quanto si percepisce — è fondamentale per pianificare la propria gravidanza e non perdere nessun diritto. In questa guida aggiornata al 2026 trovi tutto quello che devi sapere.
Cos'è il congedo di maternità
Il congedo di maternità obbligatorio (detto anche "astensione obbligatoria") è il periodo durante il quale la lavoratrice dipendente è obbligatoriamente astente dal lavoro intorno al parto, con diritto alla conservazione del posto e a un'indennità economica. È disciplinato dal D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico sulla maternità e paternità).
Durata del congedo
La durata standard è di 5 mesi, articolata come segue:
- 2 mesi prima del parto (congedo antepartum obbligatorio)
- 3 mesi dopo il parto (congedo postpartum obbligatorio)
Opzione flessibile: la lavoratrice può scegliere di lavorare fino al mese precedente il parto e prolungare il congedo postpartum di un mese, lavorando dunque fino all'ottavo mese. In questo caso la distribuzione diventa 1 mese prima + 4 mesi dopo il parto. Questa opzione richiede il certificato medico che attesta la compatibilità con il proseguimento dell'attività lavorativa.
Parto prematuro: se il bambino nasce prima del termine, i giorni di congedo antepartum non goduti si aggiungono automaticamente al congedo postpartum.
Nascita di bambino morto o ricovero del neonato: in caso di decesso del bambino o di ricovero ospedaliero superiore a 7 giorni, la madre può sospendere il congedo e rientrare al lavoro, per poi fruire della parte residua alla dimissione del bambino.
Indennità di maternità: quanto si percepisce
Durante il congedo di maternità obbligatorio, la lavoratrice dipendente percepisce un'indennità pari all'80% della retribuzione media giornaliera degli ultimi 12 mesi. L'indennità è erogata dall'INPS ma anticipata dal datore di lavoro in busta paga, che poi la recupera nei versamenti contributivi.
Molti CCNL prevedono un'integrazione a carico del datore di lavoro fino al 100% della retribuzione: verifica quanto prevede il tuo contratto collettivo.
Lavoratrici autonome, parasubordinate e libere professioniste hanno diritti diversi: contattaci per una consulenza specifica attraverso il servizio Consulenza Maternità di LavoroInChiaro.
Come fare domanda all'INPS
Per le lavoratrici dipendenti del settore privato:
- Ottieni il certificato di gravidanza dal ginecologo (con data presunta del parto)
- Comunica la gravidanza al datore di lavoro
- Presenta la domanda di congedo di maternità all'INPS almeno 1 mese prima dell'inizio del congedo, tramite:
- MyINPS online (con SPID/CIE)
- CAF o patronato
- Contact center INPS
Per le lavoratrici del pubblico impiego: la domanda si presenta direttamente all'amministrazione di appartenenza.
Tutele durante il congedo
Durante la maternità obbligatoria:
- Il posto di lavoro è protetto: non puoi essere licenziata dalla data di inizio gravidanza fino al compimento del primo anno di vita del bambino (salvo giusta causa)
- I contributi continuano a maturare: i mesi di congedo sono computati ai fini pensionistici
- Le ferie continuano a maturare: il periodo di maternità non riduce le ferie annuali
- Il TFR continua ad accumularsi: calcolato sulla retribuzione teorica, non su quella ridotta
Maternità e NASPI
Se il rapporto di lavoro cessa durante o dopo il congedo di maternità, hai diritto alla NASPI. Il periodo di maternità viene computato nel calcolo dell'indennità. Per simulare l'importo spettante, utilizza il Calcolo NASPI di LavoroInChiaro.
Novità 2026
Il governo ha confermato per il 2026 l'innalzamento dell'indennità di maternità per le lavoratrici autonome e alcune categorie di parasubordinate, con un avvicinamento graduale all'80% della retribuzione di riferimento. Per le lavoratrici dipendenti il regime resta invariato rispetto al 2025.
Verifica le ultime circolari INPS o consulta il servizio Consulenza Maternità di LavoroInChiaro per rimanere aggiornata sulle novità normative specifiche per la tua categoria.
Congedo di paternità
Non dimenticare che anche il padre lavoratore dipendente ha diritto al congedo obbligatorio di 10 giorni (non frazionabili a ore, da fruire entro il 5° mese di vita del bambino), retribuito al 100%. In caso di morte o grave infermità della madre, il padre può subentrare anche nel congedo di maternità residuo.
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