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15 marzo 2026

Congedo parentale 2026: durata, retribuzione e novità

Congedo parentale 2026: durata, retribuzione e novità

Il congedo parentale è il periodo durante il quale i genitori — sia madre che padre — possono assentarsi dal lavoro per prendersi cura del figlio nei suoi primi anni di vita. A differenza del congedo di maternità (obbligatorio), il congedo parentale è facoltativo e le sue condizioni di retribuzione sono state oggetto di importanti modifiche negli ultimi anni.

Chi può fruire del congedo parentale

Hanno diritto al congedo parentale:

  • Lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico
  • Lavoratori autonomi e liberi professionisti iscritti a gestioni previdenziali specifiche (con regole proprie)
  • I genitori adottivi o affidatari (con decorrenza diversa)

Durata del congedo parentale

La durata complessiva del congedo parentale (distribuita tra i due genitori) è di 10 mesi per ciascun figlio, elevabili a 11 mesi se il padre ne fruisce almeno 3 (o 2 se il padre ne fruisce almeno 1 mese in maniera continuativa e non trasferibile alla madre).

Ogni singolo genitore può fruire di un massimo di 6 mesi, tranne il padre che può fruire fino a 7 mesi se la madre rinuncia a una parte del suo periodo.

Il congedo può essere fruito:

  • In modo continuativo
  • Frazionato a mesi, settimane o giorni
  • A ore (frazionamento orario, per i lavoratori che ne fanno richiesta al datore)

Il periodo massimo è esteso fino al 12° anno di vita del bambino (o dall'ingresso in famiglia per i bambini adottivi/affidatari).

L'indennità di congedo parentale: le novità 2023-2026

Questa è l'area dove la normativa ha subito le modifiche più significative negli ultimi anni, con la progressiva estensione dei mesi retribuiti al 80%.

Schema aggiornato al 2026:

| Periodo | Indennità | |---------|-----------| | Primo mese (non trasferibile al padre, dal 2023) | 80% della retribuzione | | Secondo mese (non trasferibile alla madre, dal 2024) | 80% della retribuzione | | Terzo mese (in alternativa tra i genitori, dal 2023) | 80% della retribuzione | | Mesi successivi fino al 9° mese complessivo | 30% della retribuzione | | Mesi dal 9° al 10° | nessuna indennità (salvo CCNL migliorativi) |

La Legge di Bilancio 2025 ha esteso il secondo mese retribuito all'80% anche per le nascite dal 2025; verifica sempre le circolari INPS più aggiornate.

Come fare domanda per il congedo parentale

La domanda si presenta all'INPS tramite:

  • Portale MyINPS online (con SPID/CIE)
  • CAF o patronato
  • Contact center INPS

La richiesta va presentata prima dell'inizio del congedo (almeno 5 giorni prima per il congedo giornaliero, almeno 2 giorni per quello orario). Contestualmente bisogna avvisare il datore di lavoro.

Congedo parentale e contributi previdenziali

Durante il congedo parentale retribuito, i contributi previdenziali vengono versati per intero (sia la quota del lavoratore che quella del datore), garantendo la continuità della copertura pensionistica. Per i periodi non retribuiti, i contributi vengono versati in misura ridotta (contribuzione figurativa).

Differenze con il congedo di maternità

Il congedo parentale si distingue dal congedo di maternità per essere:

  • Facoltativo (non obbligatorio)
  • Fruibile da entrambi i genitori
  • Meno remunerato (80% solo per i primi mesi, poi 30%)
  • Fruibile fino al 12° anno del bambino

Per informazioni sul congedo di maternità, sul congedo di paternità e su tutte le tutele legate alla genitorialità, consulta il servizio Consulenza Maternità di LavoroInChiaro, che offre supporto personalizzato per pianificare al meglio i periodi di congedo.

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